Le origini del Taoismo si perdono nella notte dei tempi, per questo motivo la sua nascita non può essere identificata con esattezza, poichè precede ciò che comunemente si identifica con il termine "storia". Il Taoismo e un termine che designa l'insieme delle dottrine filosofiche e religiose che ebbero origine intorno al IV secolo a.C. in Cina, in concorrenza con il confucianesimo. Attualmente, il taoismo è costituito da due sistemi distinti: il "taoismo filosofico", che si ritiene nato nella Cina dell'epoca classica con la dinastia Chou, e il "taoismo religioso", che si affermò 500 anni più tardi con la dinastia Han.
Quest'ultimo si fonda sulla rivelazione del saggio Lao zi (Lao-tzu), che un taoista di nome Zhang Daoling asserì di aver accolto nel 142 d.C. sui monti del Sichuan. Il taoismo filosofico è rimasto il fondamento immutato di un coacervo di credenze religiose ereditate dall'originario politeismo cinese e di atteggiamenti e pratiche che per l'Occidente moderno sono definibili come superstiziose, come lo sciamanesimo e la divinazione; il taoismo religioso è invece tuttora una religione praticata, ed è divenuta parte integrante della cultura popolare cinese.
Gli stessi contenuti di due antichi classici del Taoismo come il "Tao-Te-Ching" o lo "Zhuang-Zi" esprimono, infatti, seppur in modo ermetico, teorie e pratiche esoteriche che erano da tempo immemore conosciute prima della loro stesura. Del Taoismo si può affermare che esso costituisce sintesi impareggiabile di filosofia, scienza medica ma, soprattutto, di disciplina di crescita spirituale. Crescita spirituale che il Taoismo persegue attraverso il ripristino dell'armonia tra "l'uomo vero" e ciò che lo circonda. Una crescita interiore realizzata in modo privilegiato attraverso la coltivazione del corpo e dell'energia che lo permea, il chi (qi).
A tale scopo il Taoismo sviluppò moltissime tecniche psico-fisiche, di meditazione e di movimento corporeo, le più conosciute delle quali sono forse attualmente il chi kung (qi gong) e il tai chi chuan (taijiquan). Tali pratiche avevano lo scopo di promuovere la circolazione interna dell'energia vitale, e per costruire su di essa, le basi degli obiettivi, propri, dei ricercatori taoisti: la longevità fisica e l'immortalità spirituale.
La grande segretezza che ammantava tali pratiche, il significato oscuro che caratterizzava i testi taoisti, volutamente ermetici, la trasmissione limitata a pochi, a volte ad un solo discepolo, che i maestri facevano delle loro pratiche, ha reso assai difficile nel corso dei secoli l'accesso a questa antica conoscenza di sviluppo interiore.
L'ammissione alla reale e completa conoscenza di queste arti era poi ancor più difficoltosa per un occidentale, vista la naturale ritrosia dei cinesi a trasmettere tali tecniche agli stranieri. Ecco perché esse sono giunte fino a noi monche e prive, molto spesso, delle loro caratteristiche essenziali di pratiche volte a promuovere l'incremento e la circolazione dell'energia interna.
Ed ecco perché sono spesso divulgate, in occidente, senza coscienza da parte degli stessi insegnanti, degli elementi senza i quali queste pratiche perdono significato e scopo.
Per cui, particolarmente importante è la decisone del maestro taoista Mantak Chia, il quale, già da una quindicina di anni, ha deciso di trasmettere la sua conoscenza ad allievi occidentali, per fare in modo che queste arti potessero divenire patrimonio dell'intera umanità e non solamente della cultura cinese, infrangendo, così ad un silenzio che durava millenni.