Il Confucianesimo considera la vita umana come l’armonioso complesso risultante dalle singole attività degli uomini, per le quali detta le norme, affinché corrispondano al bene e alla giustizia. Eppure, a Confucio non interessava tanto il rapporto degli uomini con le anime dei defunti (non esiste nel canone una “teologia dell’aldilà”), quanto il fatto che in tal modo l’unità della famiglia (e quindi della nazione) restava salvaguardato.Il rito del culto degli antenati, è la fonte di tutte le religioni cinesi, esso doveva servire per tenere unita la famiglia, la società e lo Stato: incombeva, insomma, dare agli uomini il senso di appartenere a una collettività molto vasta, forte e compatta, insegnando loro le virtù. Questo culto fu introdotto all’inizio della dinastia Chou (1122-256 a.C.) e Confucio non fece altro che divulgarlo.Ai suoi tempi gli antenati non erano più divinizzati, ma semplicemente venerati. Il culto era eseguito dai capifamiglia (o dai capi-clan).A fondamento del culto sta la pietà filiale prolungata oltre la morte.Il fine è quello di mantenere viva la coscienza di appartenere a un gruppo molto più vasto di quello che si vive sulla terra.Ogni famiglia aveva un proprio tempio (ogni gruppo familiare uno per il capostipite, e così via, sino agli antenati dell’imperatore).Al suo interno vi erano delle tavolette geroglificate, conservate in piccole teche: ognuna di esse rappresentava un antenato.Le cerimonie erano compiute in momenti particolari (nascita, morte, matrimonio, ecc.), oppure quando si doveva chiedere consiglio assistenza per poter prendere importanti decisioni. Ancora oggi i funerali cinesi sono molto meticolosi e ritualizzati, ma non lugubri.Sulla tavoletta, di solito, viene incollata la foto del defunto e scritto il nome con l’indicazione dell’età e dello status sociale che aveva avuto in vita.I cibi, offerti in maniera simbolica, sono consumati dagli stessi donatori in un secondo momento.Non mancano corone di fiori, incenso, candele, lanterne di carta e rozzi sai con cappuccio indossati dai parenti del defunto.Per i confuciani, una persona quando muore ha l’anima che si separa in tre parti: una sale in cielo, la seconda rimane nella tomba per ricevere sacrifici e offerte di cibo, la terza viene localizzata nella tavoletta del tempio. Quest’anima può trasformarsi in uno spirito buono o cattivo: la sua sorte è decisa dal suo passato e dalla sollecitudine con cui i parenti ne onorano la memoria. Quindi più sontuose sono le cerimonie funebri e i riti commemorativi e più aumentano le probabilità che egli divenga uno spirito buono e di conseguenza benefico per i vivi.