Il rapporto reciproco tra Fede e pratica nell’Islam comporta vivi riflessi su tutta quanta la religione e manifesta la profonda sapienza dei suoi insegnamenti. L’Islam non riconosce nessun genere di separazione fra l’anima e il corpo, lo spirito e la materia, la religione e la vita quotidiana. Esso accetta l’uomo nel modo in cui DIO ha creato e riconosce la sua natura così com’è, composta di anima e di corpo. Non ne trascura la natura spirituale; altrimenti l’uomo sarebbe come un animale. Ma l’Islam non sottovaluta nemmeno le necessità fisiche dell’essere umano; altrimenti l’uomo sarebbe un angelo, cosa che invece non è e non può essere. Secondo l’Islam, l’uomo si trova al centro della corrente della creazione. Non è puramente spirituale, perché gli esseri puramente spirituali sono gli angeli, e lui non ne è al di la, perché l’Unico Essere che ne sia al di là è DIO, solo DIO. L’uomo non è interamente un essere materiale o fisico, perché i soli esseri di questo genere sono gli animali e altre creature irrazionali. Così, essendo una sorta di natura complementare, l’uomo ha esigenze parallele e necessità parallele: spirituali e materiali, morali e fisiche. La religione che può aiutare l’uomo e può portarlo vicino a DIO è quella che prende in considerazione tali esigenze e necessità, quella che eleva la dimensione spirituale e disciplina i desideri fisici. Questa religione è l’Islam.
L’orazione a DIO per il Musulmano defunto è un dovere che incombe sulla comunità nel suo insieme (fard kifaya).Ciò significa che alcuni Musulmani devono eseguire questa orazione: è sufficiente che essa sia eseguita da alcuni dei Musulmani presenti alla circostanza, perché gli altri Musulmani siano esentati da tale responsabilità. Quando un Musulmano muore, tutto il suo corpo, a cominciare dalle parti sottoposte ad abluzione (wudu), deve essere lavato due o tre volte con sapone e con qualche altro detergente o disinfettante e purificato da tutte le impurità visibili. Quando il corpo è stato completamente pulito, lo si avvolge con uno o più lenzuola di cotone che ne ricoprano tutte le parti. Il cadavere viene poi collocato in una bara e trasportato al luogo dell’orazione: una moschea o un altro luogo pulito, a questo punto il cadavere viene disposto in maniera che abbia il viso rivolto verso la Mecca.Tutti coloro che partecipano all’orazione devono compiere un’abluzione, sempre che non si trovino già in stato di purezza rituale.
L’ Imam sta in piedi vicino al cadavere, col viso in direzione della Mecca, mentre gli altri stanno dietro di lui disposti in file ordinate. L’Imam alza le mani fino alle orecchie e dichiara a bassa voce la propria intenzione di pregare DIO per quel particolare defunto, poi dice “Allah akbar”(Iddio è il più Grande). Gli oranti seguono la guida dell’Imam e, dietro di lui, mettono la loro destra sulla sinistra, sopra l’ombelico, come nella altre orazioni. Poi 1’Imam recita a bassa voce quello che è ordinariamente recitato nelle altre orazioni, ossia la “Thana” e la Fatiha, soltanto. A questo punto egli dice “Allahu akbar” senza sollevare le mani e recita la seconda parte del Tashahhud (da “Allahumma salli ‘ ala Muhammad” fino alla fine).Quindi pronuncia il terzo takbir (“Allahu akbar”) senza sollevare le mani ed eleva la propria supplica (Du’a’) con le parole più opportune. Si ha poi un quarto takbir (“Allahu akbar”), pronunciato senza alzare le mani e seguito da un augurio di pace finale, a destra e a sinistra come nelle altre orazioni. Bisogna ricordare che gli oranti schierati nei ranghi seguono la guida dell’Imam passo per passo e recitano ciascuno per conto proprio, a voce bassa, le medesime formule. Quando l’orazione è terminata, il cadavere è calato nella fossa, col volto nella direzione della Mecca.Mentre il cadavere viene calato giù, si dicono queste parole:Bismillahi wa billahi wa ‘ aLa millati rasuli Llahi, salla Llahu ‘alayhi wa sallam.”Nel Nome di DIO e con DIO e secondo la Sunna (“consuetudine tradizionale”) del Messaggero di DIO, sul quale siano le benedizioni e la pace di DIO”. Oltre a questa, si possono recitare altre preghiere adatte alla circostanza. Se il defunto è un ragazzo che non abbia raggiunto l’età della pubertà, la preghiera è la stessa, salvo che dopo il terzo takbir e in luogo della lunga supplicagli oranti recitano queste parole:”Allahumma ‘j’alhu lana faratan wa-j’alhu lana dhukhranwa-j’alhu lana shafi’an wa mushaffa’a.” O DIO, fa di lui (o di lei) il nostro precursore e fanne un premio e un tesoro per noi; fanne un patrocinatore per noi e accetta la sua intercessione”. L’orazione funeraria è eseguita tutta quanta nella posizione eretta. Quando passa un corteo funebre, di un Musulmano o di chiunque altro, ogni Musulmano deve stare in piedi, in segno di rispetto per il morto. L’uomo lava l’uomo e la donna lava la donna. Una donna può lavare suo marito; un uomo o una donna può lavare i bambini. Durante il bagno, le mani di colui che lava il cadavere debbono essere coperte da un paio di guanti o da un tessuto; le parti private del morto devono essere lavate senza essere viste. La tomba deve essere scavata e contrassegnata in maniera semplice. Il cadavere deve essere coperto con tessuto di cotone bianco di fattura ordinaria. Ogni stravaganza nell’approntamento del sepolcro o nella vestizione del cadavere con abiti raffinati non è islamica. Si tratta invece di inutile vanità, di uno spreco di beni che potrebbero essere usati in molte maniere più utili. La consuetudine di alcuni Musulmani nordamericani di offrire un banchetto abbondante e costosa in occasione del funerale di un defunto è anch’essa non islamica; è un irresponsabile dispendio di denaro e di energie che potrebbero essere di grandissimo vantaggio qualora impiegati diversamente. Il modo naturale e logico è dunque quello proposto dall’islam. Essendo la sua una natura complementare e situandosi egli al centro della corrente del creato, l’uomo sarà preda di un grave disordine se trascurerà la sua anima o il suo corpo o se permetterà all’uno di prevalere sull’altra. Nutrire ambedue, alimentarli in maniera giusta ed equilibrata, è il compito più difficile per il senso di giustizia dell’uomo e per la sua integrità, così come per la sua volontà e il suo amore per la verità. E’ proprio per aiutare l’uomo a superare questo esame, che l’Islam è venuto a riscattarlo con i regolari esercizi della Fede.